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ARGOMENTO: LA FORMAZIONE DEL GLUTINE
* Qual'è il processo che vede la formazione del
glutine?
Le proteine della farina, insolubili in acqua e in soluzioni saline,
hanno la capacità di formare durante l'impasto un astruttura
elastica e spugnosa, chiamata glutine. Il glutine sostiene l'impasto,
svolgendo la funzione dei muri maestri di un abitazione.
ARGOMENTO: LA FORZA DELLA FARINA
* Che cosa si intende per forza della farina?
La forza della farina
Le caratteristiche tecnologiche di una farina determinano il suo
comportamento nei processi di panificazionee,quindi, rivestono
una notevole importanza. Numerosi sono gli indici che servono
per definire la qualità panificabile di una farina, ma per fornire
un’informazione completa devono essere valutati complessivamente.
Le caratteristiche tecnologiche della farina sono quindi quelle
da cui dipendono la qualità dell’impasto e, di conseguenza, la
qualità del prodotto finito.
Ne fanno parte: le carattristiche reologiche e le caratteristiche
del glutine della farina; le caratteristiche fermentative della
farina.
La forza della farina è la capacità di assorbire l’acqua durante
l’impasto e mantenere l’anidride carbonica durante la lievitazione.
La farina è forte quando per produrre un impasto di consistenza
morbida assorbe un ‘ elevata percentuale d’acqua. L’impasto
ottenuto con una farina forte risulta asciutto, elastico e non
appiccicoso e, avendo una maglia glutinica resistente , ha un
alta capacità di trattenere l’anidride carbonica. Generalmente
gli impasti preparati con farine forti sono in grado di sopportare
lunghe fermentazioni e danno prodotti voluminosi con un’alveolatura
ben sviluppata.
La forza della farina definisce:
- la quantità dell’acqua necessaria nell’impasto
e il tempo d’impasto;
- le caratteristiche dell’impasto stesso;
- la variazione dell’impasto durante la fermentazione, la
formatura, la lievitazione e la cottura;
- lo sviluppo del prodotto durante la lievitazione, i tempi e
i parametri della lievitazione stessa;
- il volume del prodotto finito,la sua forma e le caratteristiche
della mollica.
La forza della farina dipende soprattutto dalla quantità
e dalla qualità del glutine; più è alto il
contenuto di glutine nella farina, più è elevato
il suo valore.
La forza della farina è influenzata anche da:
- l’amido e la sua attaccabilità;
- gli enzimi amilasi;
Con la macinazione l’amido della farina deve risultare sufficientemente
frantumato ma non troppo. Se i granuli dell’ amido sono
stati maggiormente danneggiati, la loro attaccabilità da
parte degli enzimi risulta più alta. I granuli dell’amido
vengono danneggiati con la macinazione per favorire l’assorbimento
della’acqua da parte della farina, in quanto i granuli dell’amido
integri assorbono poca acqua rispetto ai granuli danneggiati.
Le amilasi sono gli enzimi che distruggono i legami glucosidici
della molecola dell’amido; esistono le alfa e la beta amilasi.
Entrambe sono utili per favorire il processo di fermentazione
dell’impasto e devono essere moderatamente attive. Se una
farina è stata prodotta con grano germinato o conservato
in ambiente umido, gli enzimi in esso contenuti sono molto attivi.
Questa farina ha un notevole attività amilasica diventando
poco panificabile, perché forma un impasto molto appiccicoso
e il prodotto finito risulta di pessima qualità. Se l’amido
ha un’attaccabilità alta e le sue amilasi sono molto
attive, la farina sarà di forza debole, perché non
avrà un alto assorbimento d’acqua. Invece, la farina
avrà un buon assorbimento d’acqua, quindi sarà
anche più forte, quando possiede una quantità sufficiente,
ma non troppo alta, di amidi danneggiati e l’attività
delle sue amilasi è moderata.
La reologia è un ramo della fisica che studia le deformazioni
subite dalla materia sottoposta a sforzo meccanico. Studiare queste
deformazioni è basilare per stabilire le proprietà
fisiche dell’oggetto esaminato.
Le carattristiche reologiche di un oggetto solido si riferiscono
alla sua tenacità, cioè al grado di resistenza che
può avere l’oggetto della deformazione, alla elasticità,
ossia alla capacità di recuperare velocemente la forma
iniziale dopo la deformazione e alla estensibilità, il
massimo grado di deformazione che può essere raggiunto
dall’oggetto prima della sua rottura.
Per misurare le caratteristiche reologiche della farina esistono
vari strumenti tra cui:
- farinografo Brabender;
- Estensografo Brabender;
- Alveografo Chopin
Con questi strumenti si possono ricavare anche dati riguardanti
la forza della farina, la sua capacità di assorbimento
dell’acqua e altre informazioni utili.
- Farinografo Brabender- dal grafico del farinogramma
si ricavano iseguenti dati:
Assorbimento dell’acqua, da parte della
farina, espresso in percentuale, a elevato assorbimento d’acqua
corrisponde maggiore forza della farina.
Tempo di sviluppo, generalmente le farine deboli
hanno un tempo di sviluppo veloce, mentre le farine forti si sviluppano
lentamente.
Tempo di stabilità dell’impasto,
una farina è tanto più forte quanto più lungo
è il periodo in cui l’impasto mantiene una buona
consistenza. L’impasto con una buona stabilità potrà
sopportare una lavorazione più intensa e una fermentazione
più lunga.
Il grado di caduta dell’impasto, indica
in quanto tempo l’impasto perde la sua consistenza, può
essere considerato un indice riassuntivo.
- Estensografo Brabender
Con questo strumento si misura la resistenza dell’impasto all’estensione
dopo un periodo di riposo. Si ottengono tre grafici che forniscono
informazionii sul comportamento dell’impasto durante la lievitazione
e rispecchiano la pressione dell’anidride carbonica al suo interno.
L’estensografo è uno strumento che misura la resistenza e l’estensibilità
della farina in funzione del tempo. Con una farina troppo tenace
l’impasto è troppo difficile da lavorare. Il prodotto finito potrebbe
risultare poco sviluppato e con una mollica compatta, perché una
eccessiva resistenza della maglia glutinica le impedisce di aumentare
di volume sotto l’azione dell’anidride carbonica prodotta al suo
interno. Se un impasto è troppo estensibile il prodotto finito
può avere un volume più basso. Il glutine eccessivamente debole
e estensibile si allarga molto, ma si rompe facilmente sotto la
pressione dell’anidride carbonica.
- Alveografo Chopin
Con questo strumento si cerca di riprodurre la deformazione che
l’impasto subisce durante la lievitazione per effetto dell’anidride
carbonica prodotta dai lieviti.
La forza della farina non può essere uguale per tutti
i tipi di lavorazioni, i valori degli indici non sono quindi tassativi
e non devono essere presi come unità di misura ma come valori
di riferimento in quanto per dare un giudizio bisogna considerare
anche i parametri del farinigrafo , dell’estensografo e anche
la quantità e la qualità del glutine.
ARGOMENTO: GLI IMPASTI NELLA PANIFICAZIONE
* Che cos'è il pane?
Risposta:
È denominato “pane” il prodotto ottenuto dalla cottura totale
o parziale di una pasta convenientemente lievitata, preparata
con sfarinati di grano, acqua, lievito, con o senza aggiunta di
sale comune (cloruro sodico). D.L. 27 gennaio 1992, n. 109.
* Qual è la differenza tra metodo diretto e indiretto?
Risposta:
L’impasto è l’operazione che consiste nel miscelare
gli ingredienti tra di loro. Generalmente è operato nelle
impastatrici, ma può essere condotto anche manualmente.
L’impasto può essere attuato tramite metodo diretto
o indiretto.
Il metodo diretto consiste nell’impastare in un’unica
fase tutti gli ingredienti fino alla formazione di un impasto
amalgamato ma non ancora perfettamente omogeneo. Viene previsto
un periodo di riposo che permette il completamento dell’idratazione
e della formazione del glutine ed il controllo delle caratteristiche
dell’impasto da parte dell’operatore. Il periodo di
riposo oscilla tra i 3 e i 5 minuti, dopodiché si riprende
e si completa l’impastamento.
Il metodo indiretto riguarda impastamenti in due fasi. La prima
prevede la preparazione della biga, del lievito naturale, della
pasta di riporto, ecc. La seconda consiste nell’aggiungere
agli impasti preparati
* Cos'è il fermabiga?
Risposta:
Il fermabiga è una cella a temperatura controllata dove
vengono introdotte le bighe per evitare una fermentazione eccessiva.
* Cos'è il fermalievitazione?
Risposta:
È l’operazione che consente di rallentare la fermentazione
mediante l’utilizzo del freddo.
Generalmente è condotta all’interno di una camera
dove è possibile controllare la temperatura e l’umidità
relativa.
Si distinguono quattro fasi a differenti temperature:
abbattimento: –6° C / -7° C
mantenimento: +1° C / +2° C
prefermentazione: +12° C
fermentazione: + 28° C
* Che cos'è l"autolisi?
Risposta:
Il sostantivo “lisi” deriva dal greco “lysis” = scindere; la definizione
chimica è: “scissione enzimatica di una sostanza”. L’autolisi
è una tecnica di produzione del pane che si pratica miscelando
una quantità di acqua e farina che servirà per completare l’impasto
e che si lascia riposare per circa 30 minuti. L’autolisi, applicata
alla panificazione, serve soprattutto per migliorare la lievitazione.
Il metodo, infatti, dona morbidezza all’impasto, migliora il volume
e determina un più rapido impastamento, poiché la pasta risulta
più liscia in funzione della “lisi” che ha subito la maglia glutinica.
* Cos'è il poolish?
Risposta:
È un “lievito” semiliquido, preparato alcune
ore prima dell’impasto, miscelando acqua e farina in pari
quantità.
Preparazione poolish
Kg 1 acqua
Kg 1 farina
La percentuale di lievito compresso da aggiungere varia ed è
in funzione del tempo per il quale si lascia fermentare la poolish.
Durante la fermentazione, il volume del poolish semiliquido deve
aumentare più del doppio e la superficie presentare una
forma concava. Una fermentazione eccessiva rende l’impasto
successivo troppo appiccicoso quindi impanificabile. La temperatura
finale del poolish non deve superare i 25° C.
Fermentazione indiretta con poolish
Dose di lievito
1-2 ore gr. 30
4-5 ore gr. 15
7-8 ore gr. 5
10-12 ore gr. 3
15-18 ore gr. 1,5
Temperatura ambiente ottimale per la lievitazione del poolish:
20/22° C
Temperatura ambiente ottimale poolish: 23/25° C.
ARGOMENTO: IL TERMOTRATTAMENTO ED I PRODOTTI TOSTATI
* Cosa si intende per "Termotrattamento"?
Risposta:
Il termotrattamento è un processo naturale che garantisce
una maggiore igiene dei prodotti trattati mantenendone le caratteristiche
originarie per più tempo. La tostatura conferisce inoltre,
un profumo ed un aroma più intensi e un colore più
vivo ed acceso. Queste caratteristiche permettono di ottenere
prodotti da forno (pane, grissini, biscotti, pizza) più
appetibili e digeribili esaltandone la fragranza e la friabilità.
La tostatura dei prodotti derivati dalla macinazione del grano
e di altri cereali presso il Molino Quaglia ha raggiunto negli
ultimi anni una posizione importante all’interno dell’ampia
gamma di prodotti offerti nel mercato.
* Cosa sono le farine di grano tenero pre-gelatinizzate?
Risposta:
L’amido, contenuto nella farina, per effetto del termotrattamento
si rigonfia e forma un gel. La “gelatinizzazione
dell’amido” migliora la capacità
d’assorbimento dell’acqua da parte della farina e
contribuisce allo sviluppo di un’uniforme struttura cellulare.
L’irrigidimento delle proteine, dovuto all’azione
combinata di calore e vapore, favorisce la formazione di una rete
glutinica molto solida e poco elastica. Questo processo permette
di ottenere una farina che aggiunta alla miscela di quella utilizzata
per la produzione di prodotti lievitati (quali pandoro, panettone,
croissant, colombe ecc.) garantisce una maggiore stabilità
nella fase di lievitazione, evitando l’effetto collassamento
del prodotto. Esempio di questa rivoluzionaria farina è
il prodotto “Sostegno” della Linea Pasticceria.
La “gelatinizzazione dell’amido”
ne aumenta, inoltre, la viscosità;il risultato di questo
processo è la farina pre-gelatinizzata, “Fritti”,
un prodotto altamente indicato per le fritture che garantisce
una migliore adesività della pellicola di farina al prodotto
da friggere.
* Come avviene il processo di tostatura dei cereali?
Risposta:
La tostatura dei prodotti derivati dalla macinazione del grano
e di altri cereali presso il Molino Quaglia ha raggiunto negli
ultimi anni una posizione importante all’interno dell’ampia
gamma di prodotti offerti nel mercato. Possono essere trattati
termicamente oltre alla crusca di grano tenero, la farina integrale
di farro, la farina d’orzo, di riso e quella di soia. La
farina di riso tostata è altamente indicata come prodotto
da spolvero nella produzione di pasta fresca. La tostatura della
farina di soia permette di bloccare l’attività degli
enzimi responsabili del caratteristico gusto amaro della soia,
rendendo idonea la farina che ne deriva per la produzione di prodotti
da forno. La tostatura deI farro integrale, oltre a garantire
una maggiore durata nel tempo della farina, permette di ottenere
dei prodotti da forno integrali con un aroma ed un gusto acceso
e vivo.
* Cos'è il germe di grano tenero e duro tostato
e perchè è importante?
Risposta:
Il germe, l’apparato germinativo del chicco, si trova alla
base del seme e rappresenta il 2% del nocciolo. E’ un vero
concentrato di elementi nutrizionali: ricco di vitamine E, C,
D, del gruppo B, di sali minerali e di acidi grassi.
In 100 gr di prodotto
energia |
| kcal |
415 |
| kj |
1740 |
minerali |
| Sodio (mg) |
3 |
| Potassio (mg) |
820 |
| Ferro (mg) |
10 |
| Fosforo (mg) |
1100 |
A causa dell’alto contenuto di grassi che limitano la conservazione
della farina, il germe viene ad essere scartato in produzione.
Il termotrattamento blocca l’attività enzimatica
dei grassi responsabile del degradamento del prodotto. Una volta
stabilizzato può essere venduto nel mercato per uso alimentare,
come integratore vitaminico. Il germe di grano, una volta stabilizzato
con il processo termico, può essere reintegrato alla farina
esaltandone le caratteristiche nutrizionali ma soprattutto tecnologiche.
Un esempio di farina con l’aggiunta di germe di grano stabilizzato
è Più Vita della linea pizzeria
che permette di ottenere una pizza più fragrante e digeribile.
L’aggiunta del germe rende inoltre, l’impasto più
estensibile migliorandone la lavorabilità.
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